Canto Italiano

Perchè Canto Italiano

20 Maggio 2015
Non è un segreto che l' Italia abbia il più grande patrimonio artistico e culturale al mondo. Partendo dalla lirica alla canzone napoletana, la nostra musica e la nostra cultura hanno “invaso” il mondo. Ogni paese, ogni città, ogni regione ha il suo dialetto, le sue canzoni, le sue tradizioni, tramandati per generazioni e ognuno nel suo piccolo è speciale e diverso dagli altri. Molti giovani si ostinano all'abitudine della musica anglofona, sminuendo le proprie radici dimenticandosi di quanto queste rappresentino un vanto nel mondo. Preservare e salvaguardare la nostra cultura non dovrebbe essere un dovere ma prima di tutto un piacere. La proposta “Progetto:CantoITALIANO” va proprio in questa direzione: spronare la creatività artistica a sostegno dell'identità nazionale così da impedire la perdita dei valori e delle radici nei prossimi anni. Tutto questo diffondendo attraverso i media il più possibile la nostra cultura per scelta e non per obbligo come succede nella vicina Francia. 
Quale modo migliore se non iniziare da “CantoITALIANO”?


25 Febbraio 2015 - “Proposta UNCLA”
presentata alla VII Commissione Cultura del Senato da: Silvano Guariso -Responsabile Rapporti Istituzionali UNCLA, Giuseppe Amendola - Segretario Generale UNCLA, Raimondo Bellantoni -Vice Segretario UNCLA



1. il riconoscimento per la musica popolare italiana della qualifica di strumento di formazione culturale di primario interesse nazionale; 



2. la previsione per le radio e le televisioni di inserire nella loro programmazione una percentuale di musica popolare italiana (per essa intendendosi quella creata da un autore italiano, sia in lingua italiana, sia straniera, sia in dialetto regionale, prodotta all’interno del nostro Paese, o comunque interpretata in italiano o in vernacolo), sia diffusa che eseguita dal vivo, non inferiore al 40% della programmazione totale, con una quota percentuale riservata alle nuove produzioni ed una quota percentuale riservata alle nuove proposte (sul modello di quanto già esistente in Francia), non per obbligo, ma per scelta volontaria sulla base di aiuti ricevibili (sgravi fiscali o incentivi come già avviene per il sostegno del Cinema nazionale); 


3. quale ulteriore e legittima conseguenza del riconoscimento del primario interesse nazionale chiediamo una equiparazione dell’IVA sui prodotti musicali realizzati e prodotti all’interno del territorio nazionale (CD, DVD, downloading ed altri supporti contenenti in misura prevalente esecuzioni musicali) a quella applicata ai prodotti librari e pari, quindi, al 4%; 



4. sempre in ragione del primario interesse nazionale, la possibilità di destinare una parte del F.U.S. al sostegno delle opere prime anche nel campo della musica popolare (come già avviene per il cinema).”

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